Game of desire è il quarto volume della serie Game of Gods con protagonista la famiglia Lively, nonché prequel dedicato ad Aphrodite.
Esistono due tipi di persone al mondo: i sognatori e i realisti.
Io ho fatto parte della prima categoria, prima di scivolare dolorosamente verso l’altro estremo. E’ come se esistessero due persone, dentro di me.
La ragazza porta il nome della dea dell’amore ed è abituata a sedurre chiunque, solo che adesso lei stessa è diventata il premio da conquistare, la preda che deve essere catturata.
Sull’Olimpo si stanno verificando diversi omicidi verso giovani donne bionde con gli occhi azzurri, proprio come lei. Per salvarla, il folle padre Crono assume una guardia del corpo.
La ragazza non è mai stata padrona della sua vita, controllata in ogni suo aspetto dal genitore che la vede solo come una bella bambolina priva di cervello destinata a sposare un uomo ricco e a mettere su famiglia.
Quando arriva il suo bodyguard tutto cambia.Thymós è un ex militare taciturno dal passato oscuro e dallo sguardo glaciale in grado di tenere testa a chiunque, ma non a lei. L’attrazione che scatta tra di loro è immediata e pericolosa, un gioco proibito a cui nessuno dei due dovrebbe partecipare, ma non riescono a resistere rischiando molto di più della loro vita.
«Tu sei troppo per me, Aphrodite» sussurra, ormai docile. «Ognuno ha il diritto di esprimere i desideri, a prescindere da quanto questi siano grandi. E se la vita è abbastanza buona, magari li realizza. Con te è diverso, però. Tu sei il desiderio a cui nemmeno mi è permesso pensare. Tu sei… troppo.»
Thymós, o Termos come lo chiama Hermes, non solo protegge Aphrodite ma l’aiuta anche a credere in se stessa e a vivere come desidera, a inseguire i suoi sogni e non il volere del padre dimostrando così di non avere poi tanto bisogno di essere salvata dal nemico che è più vicino di quanto tutti immaginavano.
Game of desire non è stato facile da leggere sapendo già quello che è successo nei volumi precedenti. Questo libro infatti è una sorta di risarcimento che quella pazza e sadica di Hazel le ha voluto dedicare. È anche quello che finora mi è piaciuto di meno. In realtà è una sorta di collegamento per regalarci le spiegazioni necessarie per il continuo della storia.
È stato un racconto intenso, commovente, dolce e forte nello stesso tempo. Conosciamo Aphrodite, o meglio Daisy, una ragazza intelligente, che adora le costellazioni e i libri e ama profondamente tutti. Non è solo un oggetto di scena come la considera Crono. L’incontro con Thymós le darà la forza di vivere e non solo di esistere, di sentirsi bella in ogni suo aspetto. Lui è uno dei personaggi più belli, molto orso, ma capace di sciogliersi davanti alla sua stella. Uno degli extra finali con il suo POV è stato straziante.
Il loro amore è unico e bellissimo, uno di quelli che ti fa venire le farfalle nello stomaco.
«Torni qui, sulla Terra, da me o resti ancora un po’ lì, in cielo, tra le stelle?»
Non serve pensarci. Mi alzo dalla sedia e gli vado incontro. Thymós allarga le braccia per invitarmi, un sorriso enorme gli illumina il viso perfetto.
«Torno da te, sulla Terra» mormoro, una volta stretta al suo petto.
«Torno sempre da te.»
Conosciamo meglio anche Rea, non è quel pezzo di ghiaccio che ha dimostrato di essere finora.
Meno male che c’è Hermes che con la sua follia buona è capace di sdrammatizzare ogni situazione. Non vedo l’ora di leggere il libro dove sarà il protagonista.
In Game of Desire ovviamente non possono mancare i folli giochi di questa famiglia di ludopatici che si mescolano al tema principale dell’emancipazione femminile.
Da leggere per non perdere nessun pezzo della storia.

